Aree inquinate in Italia

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Per trovare cibi sani e genuini dovremmo fare attenzione anche alle zone nelle quali gli alimenti vengono prodotti. Infatti ci sono molte aree nel mondo, e l'Italia è fra queste, dove l'inquinamento ha reso i terreni e l'aria più o meno "velenosi".

Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare valuta che il 3% del territorio nazionale è contaminato, parliamo di quasi 2mila km² tra mare, fiumi, laghi e più di 5mila km² di terra.

Le aree con presenza di Amianto sono Balangero (Torino), Broni, (Pavia), Casale Monferrato (Alessandria), Bari, Biancavilla (Catania)

Centrali nucleari: Saluggia e Trino vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Borgo sabotino (Latina), Sessa Aurunca (Caserta),  Rotondella (Matera).

Discariche: Emarèse (Aosta), Scandiano (Reggio Emilia), Sassuolo (Modena), Pitelli (La Spezia), Malagrotta (Roma), Guglionesi (Campobasso), Agro Aversano (Caserta), Pianura (Napoli), Litorale Domitio-Flegreo (Napoli)

Petrolio: Trieste, Porto Marghera (Venezia), Laghi di Mantova (Mantova), Fidenza (Parma), Livorno, Ravenna, Massa Carrara, Falconara Marittima (Ancona), Napoli Orientale (Napoli), Brindisi, Milazzo (Messina), Priolo Gargallo (Siracusa), Gela (Caltanissetta), Porto Torres (Sassari)

Acciaio: Sesto San Giovanni (Milano), Papigno (Terni), Piombino (Livorno), Bagnoli-Coroglio (Napoli), Taranto.

 

Un'altra fonte di inquinamento sono le polveri sottili  (PM10) causate dal trasporto su gomma (auto e camion). Dai dati del dossier "Mal’aria" 2015 di Legambiente la situazione è drastica con 56 capoluoghi che hanno registrato, dall’inizio dell’anno ad oggi, il superamento della soglia massima giornaliera consentita di polveri sottili. Oltre Roma e Napoli tra le peggiori, secondo Legambiente, anche Frosinone e Parma.

 

Individuate le zone a rischio dovrebbe essere possibile, per esclusione, individuare le aree e le zone di produzione meno inquinate e, quindi, presumibilmente trovare cibi sani e genuini. Nelle confezioni dei prodotti industriali è possibile leggere lo stabilimento di produzione e rendersi conto se la zona è "pulita". Per i prodotti che segnaliamo questa verifica la facciamo noi.

Nei supermercati (GDO) per frutta e verdura la situazione è diversa (in negativo) perché, per legge, deve essere indicato solo il Paese di provenienza e non la regione, la provincia e il comune. Quindi è possibile che ci sia indicata come provenienza Italia e la verdura o la frutta essere stata coltivata accanto all'Ilva di Taranto.

 

Mappa d'Italia con impianti chimici e industriali, centrali elettriche, discariche, aree con amianto 

Stabilimenti industriali a rischio di incidenti pericolosi in Italia

Numero stabilimenti industriali pericolosi

 

 

Approfondimento: Inquinamento industriale

"L'Italia dei veleni: ecco dove l’inquinamento uccide di più", titola così un interessante articolo di Wired.it che riporta i dati di una analisi epidemiologica svolta da "Sentieri" (progetto coordinato dall’Istituto superiore di sanità e finanziato dal Ministero della salute) per individuare le zone più inquinate d’Italia al fine di comprendere quali siano gli effetti dell’inquinamento industriale sulla popolazione italiana.

I dati sono sconvolgenti, con un' incidenza di mallattie gravi che, in certe zone vicine ad impianti industriali, è aumentata anche del 100%. 

 

A quanto pare, infatti, non c'è solo la terra dei fuochi, Piombino o l'Ilva di Taranto ma almeno altre 16 aree sono soggette a inquinamento industriale.

Sarebbero 44 le aree molto inquinati in Italia. (In rosso le aree più soggette ad inquinamento industriale).

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(mappa a tutto schermo

 

Inoltre, dal Rapporto del 2013 ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono state mappate le industrie italiane considerate pericolose.

 

Il risultato parla chiaro, in Italia sono più di 1.000 gli stabilimenti a rischio di "incidente rilevante", di questi, oltre il 50% si trova in Lombardia (25%), Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

 

Mappa ubicazione stabilimenti
(Rapporto Tecnico MATTM-ISPRA “La mappatura dei pericoli di incidente rilevante in Italia”)

 

Mappa con il numero degli stabilimenti pericolosi
(Rapporto Tecnico MATTM-ISPRA “La mappatura dei pericoli di incidente rilevante in Italia”)

 

A questo link un'interessante documento del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con la mappa delle aree di interesse nazionale contaminate, per le quali è stato attivato il procedimento di Bonifica.

 

 

 

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