La toscana vieta il glifosato dal 2021

“Il nostro obiettivo - spiega il presidente della regione Enrico Rossi - è fare della Toscana una regione glifosate free dal 31 dicembre 2021”, in anticipo rispetto alle linee guida previste dall'Unione Europea con la quale sarà vietato l'utilizzo da dicembre 2022.  

La toscana vuole essere sostenibile e per fare questo ha stanziato 15 milioni di euro per convertire in biologico il 30% della superficie totale della regione che ad oggi conta il 25% di suolo dedicato al bio.

La Toscana dice, dunque, "No" al glifosate, il controverso diserbante usato in agricoltura e accusato di essere cancerogeno dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).

IARC ha preso in esame gli studi relativi ai possibili effetti del glifosate sull'uomo e sugli animali e l'analisi condotta ha portato alla decisione di inserire il glifosato nella lista delle sostanze "probabilmente cancerogene", ovvero di categoria 2 A). Per capirci nella stessa categoria si trovano sostanze come il DDT e gli steroidi anabolizzanti, oltre alle emissioni da frittura in oli ad alta temperatura, carni rosse, emissioni prodotte dal fuoco dei camini a legna o con biomasse. Gli studi epidemiologici sulla possibile attività del glifosato negli esseri umani hanno segnalato un lieve aumento del rischio di linfomi non-Hodgkin negli agricoltori esposti a questa sostanza. Inoltre da esami di laboratorio in cellule isolate si mostrato come il glifosato provoca danni genetici e stress ossidativo.

 

Negli Usa ci sono più di 15 mila cause intentate contro i pesticidi della multinazionale Monsanto, acquistata l'anno scorso dal colosso farmaceutico Bayer per 63 miliardi di dollari, per la correlazione tra l'utilizzo del diserbante e l'insorgenza di tumori. Ad oggi la Bayer ha perso tre cause e in altre due è stata condannata ad un risarcimento da milioni di dollari.

Il brevetto della Monsanto è scaduto nel 2001 ed oggi il glifosato è prodotto da diverse aziende. 

 

Storia del glifosato

Il glifosato è un erbicida introdotto in agricoltura dal 1970 dalla multinazionale Monsanto con il nome commerciale di Roundup. Il glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo e rappresenta circa  il 70% del consumo globale di pesticidi. Ha avuto una grande diffusione unitamente alle coltivazioni geneticamente modificate perché utilizzandolo sui campi riesce ad eliminare le erbacce e le piante infestanti ma non quelle OGM che risultano resistenti al trattamento. In questo modo si aumenta la resa per ogni ettaro in produzione e diminuisce il lavoro del singolo agricoltore.

Il glifosato non è utilizzato soltanto in agricoltura, ma viene usato anche per il giardinaggio e la manutenzione del verde urbano per liberare dalle erba infestanti strade, marciapiedi e i binari delle ferrovie. 

In Italia il ministero della Salute ha stabilito che non è possivile utilizzare il diserbante in aree frequentate dalla popolazione quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bimbi, cortili e aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie.

 

 

OGM in Toscana

Come si legge sul sito della Regione Toscana la legge regionale n. 53/2000 "Disciplina la materia di organismi geneticamente modificati" ha vietato la coltivazione degli Organismi geneticamente modificati (OGM) nel territorio regionale ed ha vietato anche la loro somministrazione nelle preparazioni alimentari di mense scolastiche, prescolastiche, ospedali, luoghi di cura della Regione, delle Provincie e dei Comuni. La Toscana è stata la prima regione d'Italia ad agire in questa direzione, applicando i principi di precauzione e di salvaguardia della salute umana e di tutela dell'ambiente sancite dalle decisioni comunitarie. Di fronte ad una situazione ancora nebulosa, come appare quella degli Organismi geneticamente modificati, la Regione Toscana ha assunto tutte le decisioni e gli atti tesi a dare tranquillità alle popolazioni in un campo che investe direttamente la salute e l'aspetto igienico - alimentare sul quale le vicende degli ultimi anni, dalla BSE (Virus della Mucca Pazza), al pollo alla diossina, hanno esasperato la sensibilità della opinione pubblica. Con la delibera di Giunta regionale 200 del 26/02/2001 è stato approvato il regolamento relativo alla "Disciplina dei controlli in materia di coltivazione e produzione di specie contenenti organismi geneticamente modificati.

 

 

 

Total votes: 36