Un'Albicocca contro la depressione

L’albicocca è il frutto che si ricava dall’albero di albicocco (Prunus armeniaca), della famiglia delle Rosacee, di cui fanno parte oltre duemila specie (tra le quali la rosa e la maggior parte della frutta da tavola).

 

La pianta può superare anche i 12 metri di altezza, ma viene coltivata nella varietà più bassa per facilitare la raccolta dei frutti, che avviene fra maggio e agosto.

Il frutto, detto “drupa”, ha un colore giallo più o meno intenso, è succoso e saporito; ha un solo grosso seme e in genere è più piccolo di una mela. È uno dei frutti che impiega meno tempo a maturare, ma è facilmente deperibile. In Italia si coltivano le varietà: Amabile vecchioni (dai frutti grandi, raccolti a fine giugno); Pindos (varietà precoce che si raccoglie a fine maggio); Preole (soprattutto in Campania); Thyrintos (soprattutto nel Nord Italia); Valleggina (nel Savonese).

 

Originaria della Cina, dove cresce selvatica da quattromila anni, e diffusasi successivamente in Armenia, la pianta dell’albicocco venne poi apprezzata dai greci e quindi dai romani. A portarla nel bacino del Mediterraneo, però, sembra siano stati gli arabi.

 

In cucina: oltre che come frutto fresco da tavola, l’albicocca viene consumata sciroppata ed essiccata; si usa molto in forma di marmellata e di gelatina e per gelati, sciroppi e sorbetti. Spesso si adopera per guarnire torte e dolci di vario genere, ai quali conferisce un sapore caratteristico. È anche impiegata in alcune salse, per insaporire i cibi salati. Tra i succhi di frutta, quello di albicocca è fra i più graditi.

 

Dal punto di vista nutrizionale, oltre all’alto contenuto di acqua (come tutta la frutta) l’albicocca contiene molti minerali (magnesio, ferro, fosforo, calcio e, soprattutto, potassio) e vitamina A. Perciò è considerata un alimento ottimo per combattere depressione, anemia e stanchezza. Funziona anche contro la stipsi (per la presenza del sorbitolo).

 

È un frutto facilmente digeribile, ha poche calorie e un alto indice di sazietà. È quindi un valido “alimento-farmaco”, specialmente per bambini e anziani, utile per ristabilirsi dopo una malattia. Ma attenzione, è sconsigliato per chi soffre di calcoli ai reni.

 

100 grammi di albicocca fresca generano circa 28 kcal (117 kj). L’IG dell’albicocca passa da circa 46 a 57.

 

(tratto dal libro "Leonardo Da Vinci e la Dieta Mediterranea"  - scritto da Alfredo Iannello e Marco Biffani ed edito da Amrita Edizioni)

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