21.3 C
Rome
sabato, Ottobre 16, 2021

Produzioni certificate: il made in Italy agroalimentare nel mondo

Un valore alla produzione vicino ai 15 miliardi di euro, con una crescita del 6% su base annua e un peso dell’11% sul fatturato totale dell’industria agroalimentare nazionale, capace di generare un export da 8,4 miliardi (oltre un quinto dell’intero comparto). Quelli del Rapporto Qualivita-ISMEA sulle produzioni certificate, presentato nel 2018, sono numeri che lasciano pochi dubbi sul ruolo che il settore, forte di 818 prodotti tra Food e Wine, riveste all’interno del comparto. Le produzioni certificate dimostrano una forte capacità di traino per le altre produzioni, soprattutto nell’ottica dell’esportazione.

La crescita del settore sta intervenendo, certifica l’analisi Qualivita-ISMEA, anche nel rapporto fra sistema delle DOP IGP e industria alimentare, la quale mostra un interesse crescente verso produzioni capaci di attirare segmenti di consumatori sempre più ampi e di imporsi sul mercato con prezzi premium. Lo testimonia certamente il forte investimento fatto dalla Grande distribuzione su linee dedicate ai prodotti certificati , ma anche la continua espansione della presenza di questi prodotti nell’Horeca, sempre più propenso a valorizzare la presenza di DOP e IGP nella propria offerta. A questo si va ad aggiungere la scelta di alcuni grandi brand del settore alimentare di stringere accordi con le produzioni certificate per poter offrire ai consumatori la scelta di materie prime italiane di qualità (certificata).

Si tratta senza dubbio di una grande opportunità di crescita per il settore che deve però essere gestita in maniera attenta per evitare il rischio di una “banalizzazione del valore”, così come, si sottolinea nel rapporto, è fondamentale gestire una comunicazione adeguata che guidi il consumatore nel distinguere chiaramente il prodotto a IG nelle sue varie forme presenti sul mercato.


I numeri delle produzioni certificate
Alla fine dell’anno 2017 si contano complessivamente 3.005 prodotti DOP IGP STG nei Paesi UE ed Extra UE, di cui 1.419 prodotti Food (47%) e 1.586 prodotti Wine (53%). Nel corso del 2017 sono stati registrati complessivamente 46 nuovi prodotti, 39 del comparto Food e 7 del comparto dei Vini.

L’Italia con i suoi 818 prodotti (264 consorzi e 70 organismi di controllo) è il Paese con il maggior numero di filiere DOP IGP al mondo e nel corso del 2017, ha registrato 4 nuove denominazioni: l’olio e.v.o. Marche IGP (Marche), i Vitelloni Piemontesi della Coscia IGP (Piemonte e Liguria) appartenenti alla categoria delle carni fresche, il formaggio Ossolano DOP (Piemonte) e fra gli ortofrutticoli la Lenticchia di Altamura IGP (Puglia, Basilicata). Per quanto riguarda il comparto “Food”, l’Italia raggiunge i 6,6 mld di euro di valore alla produzione (+3,3% rispetto all’anno precedente) e 13,6 al consumo (+3%), l’export tocca i 3,4 mld (+4,4%). Se si considera l’intervallo temporale degli ultimi dieci anni (2006-2016) il comparto ha seguito un trend in costante crescita per tutti i parametri economici analizzati con tassi di incremento molto elevati sia per valore alla produzione (+47%) che per valore al consumo (+64%) e con risultati eccellenti per valore all’export (+262%).

Per il “Wine”, invece, la produzione si attesta su 3 mld di bottiglie (+5,4%) con un valore alla produzione di 8,2 mld (+7,8%) e un export vicino ai 5 mld (4,97 mld +6,2%). Risultati ottenuti grazie a una superficie iscritta pari a 509mila ettari e una produzione che arriva intorno al 50% del vino totale prodotto in Italia (25 milioni di ettolitri, di cui 22,5 milioni imbottigliati).

Il territorio

Le produzioni certificate sono presenti in maniera capillare sul territorio nazionale e rivestono un ruolo sempre più importante, pur con rilevanti differenze nelle diverse aree del Paese. L’impatto del sistema risulta infatti concentrato geograficamente, con le prime aree del Nord-Est in cui si trova la maggioranza dei distretti più rilevanti economicamente (58% valore Food, 56% valore Wine), ma non sono pochi i territori che hanno beneficiato della forte crescita relativa delle proprie filiere di riferimento. Produzioni più piccole, che esprimendo al massimo il proprio potenziale

riescono a trainare il settore agroalimentare di qualità da nord a sud del Paese. Le prime quattro regioni coprono oltre il 70% del valore nazionale (per i comparti Food e Wine) e nelle regioni del Nord-Est si concentra la maggioranza dei distretti più rilevanti economicamente. Andando ad analizzare il quadro del ritorno economico generato dalle produzioni certificate, nel comparto “Food” emergono i risultati dell’Emilia Romagna (2.751 mln di €) e della Lombardia (1507 mln di €), seguite da Veneto (384 mln di €), Campania (366 mln di €), Trentino Alto Adige (355 mln di €), Friuli Venezia Giulia (318 mln di €), Sardegna (289 mln di €) e Piemonte (268 mln di €). Anche nel comparto “Wine” alcune regioni si segnalano per un impatto economico (vino sfuso) di grande valore molto spesso legato a denominazioni con affermazione consolidata da anni a livello internazionale.

Il Veneto guida grazie al contributo di quasi tutte le sue province (1.276 mln di €), seguono la Toscana (442 mln di €), il Piemonte (352 mln di €), il Friuli Venezia Giulia (218 mln di €), il Trentino Alto Adige (198 mln di €), la Sicilia (126 mln di €), la Lombardia (125 mln di €) e l’Emilia Romagna (111 mln di €). Sotto i 100 milioni di euro, ma con un valore significativo anche Puglia (92 mln di €) e Abruzzo (89 mln di €).

GDO: il principale canale di vendita

Nel 2016 le vendite di questi prodotti attraverso il canale della GDO sono cresciute del +5,6% in valore, con un trend molto più sostenuto di quello del totale dell’agroalimentare a peso fisso (+1,2%). Ad oggi questo canale copre il 52% del mercato.
L’analisi dei canali di vendita nazionali delle aziende Food DOP e IGP mostra come la GDO si riveli ancora il principale driver coprendo più della metà del mercato interno (52,1%), con un incremento del +8% negli ultimi 10 anni, e risulta particolarmente rilevante per i Prodotti a base di carne e gli Aceti balsamici i quali commercializzano attraverso la GDO circa due terzi della produzione.

Horeca e produzioni certificate: un rapporto sempre più stretto nel nome della qualità e del territorio


Se si analizza il ruolo svolto dal canale Horeca per le produzioni certificate, nel complesso circa il 4,6% del totale, si comincia a nota una tendenza interessante, soprattutto per alcuni prodotti come le Carni fresche (23% della produzione), che certifica un legame sempre più forte tra ristorazione e prodotti di qualità.
Secondo un’indagine Qualivita, nel 2018 ben l’86% degli esercizi usa prodotti DOP IGP nelle proprie ricette (ma solo nel 30% dei casi più di 10 prodotti). I formaggi sono i più presenti (91% dei casi), seguiti da aceti balsamici (70%), prodotti a base di carne e salumi (65%), carni fresche (20%), ortofrutticoli (18%) e oli di oliva (15%).

 

Fonte: CREA Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agrariaRRN Magazine 5

Articolo precedenteIl falso Biologico
Articolo successivoChi Siamo

Related Articles